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writing Back Milano
Ti fotte il tempo proprio quando credi di possederlo. Non te ne accorgi nemmeno e tutto intorno sembra (è) cambiato.
Non ritrovi più le tue cose. Che fine hanno fatto? Come hai fatto nel tempo a perdere tutto?
E devi ricominciare, possibile? Possibile non avere un'opportunità? Un'altra!
Mi accesi una sigaretta, accesi Amy e camminai sulle sue parole. Camminai fino a quando il fiato resse camminai fino a quando le sigarette ressero camminai fino a quando i ricordi ressero e poi mi fermai.



Primavera fredda. Milano, Mercoledì.
L'odore di sempre. Le stesse belle donne e lo stesso traffico.
Presi il solito bus per il centro e scesi a S. Babila. Tutto sembrava assolutamente invariato. Tutto come lo avevo lasciato quasi un anno prima.
Mi sembrava anche di rivedere esattamente le stesse persone nello stesso posto.
Andai in ufficio.
Soliti convenevoli.
Persone socievoli.
Ma tutt'altra cosa il calore della mia terra.
Giornata fiacca.
A pranzo andai al solito hotel vicino l'ufficio e chiesi la stessa stanza dell'anno prima.
Non mi piace cambiare troppe cose contemporaneamente.
Mi piace avere piccoli punti fermi ai quali aggrapparmi nei momenti di paura.

Sera. Lampioni accesi.
Andavo verso l'hotel quando mi accorsi che non avevo con me più il giaccone. Piccolo giramento di testa. Ma che fine aveva fatto? Sparito! Eppure ero sicuro di averlo preso. Iniziai a preoccuparmi, dentro c'era di tutto. Il cellulare, il portafoglio le varie carte di credito...insomma tutto. Troppo!
Rientrai agitato in albergo e me ne andai di filato in camera senza dare retta a nessuno.
Neppure a lei.

In camera.
Caldo soffocante. Un po' di polvere. Accesa la televisione, un canele a caso.
Aprii la finestra e aprii l'armadio.
E spalancai gli occhi!
Dentro l'armadio era appeso, tranquillo e pacifico, il mio giaccone estivo. Quello che avevo usato l'anno prima a Milano. Ma che ci faceva qui? Era assurdo io non lo avevo mai perso e anche se fosse stato così non lo avrei mai ritrovato nello stesso posto ad un anno di distanza.
Assurdo.
Lo presi, constatando che era proprio il mio e cosa ancora più assurda dentro c'era tutto.
Il portafoglio, le carte di credito, i soldi. Perfino il mio cellulare. Avevo un N70 ora, nel giaccone c'era un Nokia 6230i. Quello dell'anno prima.

Mi vennero in mente strani pensieri, strane spiegazioni, mi sdraiai cercando di catalizzare il tutto. Filtrare la realtà dall'assurdo.

Perché proprio questo back? Perché proprio allora? Cominciai a riflettere che cosa era potuto succedere l'anno prima.
Fuori il tempo era cambiato.
L'anno prima stavo con una ragazza,. Poteva essere lei il link? Poi era finita. Perché? Per le solite cose. Per le mancanze di attenzioni reciproche ma soprattutto perché ero stufo di essere io a dare affetto di essere io a dover dire sempre di sì. E il suo numero era ancora lì. Nel cellulare. Memorizzato come Daniela. Daniela era il suo nome.

Uno squillo....due squilli...."pronto".
Ciao Daniela sono io.......

Tutto ritornò, tutto cambiò...o forse no?
(autore Maurizio Giglio)

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